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Gdl 25/2/2011

IL CIMITERO DI PRAGA -  Umberto Eco

Che dire di questo nuovo romanzo di Umberto Eco ?…..che  Eco e’ sempre un grande ! Che altro ?

Umberto Eco e’ sempre un grande narratore, uno storico raffinato, un profondo conoscitore dell’animo umano ed un perfezionista dello stile letterario.

Eco ci cattura con i suoi intrecci da giallista acuto , coloriti da una fervida fantasia, dono indispensabile nel tratteggiare vicende e personaggi  e per  renderli  credibili  anche in situazioni  al limite della realta’.

Teatro delle vicende e’ una Europa del XIX secolo, in pieno fermento per i moti liberali e rivoluzionari che la attraversano.

In questa ambientazione si muovono personaggi storici come Ippolito Nievo, Giuseppe Garibaldi, Luis Dreyfus, ma ,accanto a loro,  anche esponenti di sette e societa’ segrete di quel tempo: massoni, mazziniani , carbonari e gesuiti.

Oltre a loro, ad animare le pagine del romanzo e parallelamente  a vicende storiche realmente accadute, altri intrecci surreali si susseguono e vedono come protagonisti , una  satanista isterica, un abate che muore due volte, nonche’ un falsario assassino.

L’opera di costui, personaggio chiave del romanzo, consiste nell’architettare, dietro lauti compensi in danaro, sabotaggi ed attentati e nel costruire prove fasulle che conducono alla rovina sociale e fisica tanti malcapitati che si sono fidati di lui.

La sua perfidia raggiunge il culmine nell’arguzia con cui costruisce  la falsificazione che costituira’ la base della  stesura di quel documento  infamante, noto  con il nome  “ Protocolli dei Savi di Sion “, che fornirà  ispirazione alla dottrina nazista e al  progetto di sterminio del popolo ebraico.

La   ridondanza di personaggi ed avvenimenti che si incrociano e l’alternarsi rapido dei diversi scenari storici che sono  teatro delle vicende narrate, penalizzano talvolta la scorrevolezza della lettura  e questo e’ forse l’aspetto meno gradevole del romanzo.

Ed inoltre : tutti i personaggi  sono doppi, inquietanti, perversi al punto tale da generare nel lettore una sorta di repulsione.   Eco  indulge con naturalezza nella descrizione di delitti , di perversioni, ed intrighi, e lo fa quasi come un osservatore scientifico.

La sua penna ci costringe ad una  presa di coscienza “dolorosa “ della bassezza dell‘animo umano, ma lo fa catturando la nostra curiosita’ fino all’ultima pagina. Nessuno lo sa fare come lui.

By Patricia

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